La guida Dezeen all'uso della plastica nei progetti di design
16
Nov

La guida Dezeen all’uso della plastica nei progetti di design

L’inserimento della plastica nei progetti di interior design è sempre più in voga, poiché è uno dei materiali più versatili esistenti.

La plastica è composta da lunghe catene di carbonio, chiamate polimeri, che possono essere stampati, estrusi o colati in qualsiasi forma desiderata.

Esistono plastiche termoindurenti, che non si ammorbidiscono una volta stampate, e termoplastiche (con struttura molecolare a catena aperta), che possono essere fuse e rimodellate, rendendole più adatte al riciclaggio.

Stai pensando di utilizzare la plastica nel tuo progetto di interior design

Bene, iniziamo col dire che la maggior parte delle plastiche moderne sono sintetiche e oltre il 99% deriva da combustibili fossili, sebbene alcune materie plastiche siano presenti in natura, come la gomma, che deriva dalla pianta della gomma.

Ciò rende la plastica più conveniente rispetto alla maggior parte degli altri materiali e, di conseguenza, è utilizzata per creare milioni di tonnellate di articoli monouso ogni anno.

Materie plastiche: un coprodotto dei combustibili fossili

“Parte del motivo per cui le materie plastiche sono così economiche è che sono un co-prodotto dei combustibili fossili”, ha spiegato la designer Charlotte McCurdy, realizzatrice di una bioplastica a base di alghe, con la quale ha creato un impermeabile.

“Il petrolio o il gas naturale vengono pompati fuori dal terreno e, una volta alla raffineria, scomposti in diverse lunghezze di molecole e frantumati cataliticamente in monomeri utili”.

Questo processo di raffinazione produce non solo combustibili come benzina e cherosene, ma anche sottoprodotti chimici come etilene e propilene, le materie prime più importanti per creare la plastica.

Una volta scartata, il 79% di tutta la plastica viene scaricata nelle discariche o nell’ambiente, dove rimarrà per migliaia di anni. 

Sebbene questo contribuisca all’inquinamento, aiuta anche a bloccare il carbonio contenuto nei materiali e ne impedisce la dispersione nell’atmosfera.

Quando viene incenerito, come il 12% di tutti i rifiuti di plastica, il carbonio viene rilasciato nell’aria sotto forma di anidride carbonica.

In linea generale, la produzione di plastica e l’incenerimento sono stati responsabili di oltre 850 milioni di tonnellate di emissioni di gas serra nel 2019.

Un numero inquietante al solo pensiero!

Con gli sforzi sempre maggiori per decarbonizzare l’economia, qualcosa si sta smuovendo, e si stanno sviluppando alternative non fossili per soddisfare, in un modo più sostenibile, la domanda crescente di plastica.

La plastica nei progetti di design: tipologie e utilizzi

L’ultima guida Dezeen include più di 11 tipi di plastica comunemente usati in architettura e design di interni. Vediamo insieme quale tipologia di plastica utilizzare nei progetti di interior design.

1. Polietilentereftalato (PET)

Il PET è un termoplastico resistente e leggero, utilizzato, tra le altre cose, per creare tessuto in poliestere, che rappresenta più della metà delle fibre sintetiche del mondo

I designer amano usare spesso il PET per la sua finitura traslucida e, potendo anche essere riciclato (rPET), diventa molto versatile.

Un materiale dai mille utilizzi per l’architettura di interni e non solo, anche nella moda, dalla creazione di sedie a quella di zaini.

Ecco alcuni progetti in PET, capaci di ispirare.

2. Polietilene ad alta densità (HDPE)

Il tipo di plastica più comune è il polietilene, del quale l’HDPE è una variante.

La sua struttura rigida lo rende disponibile a molti utilizzi che necessitano di robustezza, dai contenitori del latte agli imballaggi per detersivi ad alcuni tappi per le bottiglie.

Può essere riciclato dopo l’utilizzo per essere trasformato in progetti di design: lo studio di architettura Bulot+Collins ha realizzato 1.400 piastrelle termocromiche per una piattaforma galleggiante, destinata alle immersioni.

Lasciati ispirare da qualche progetto in HDPE.

3. Cloruro di polivinile (PVC)

Il PVC costituisce circa il 20% di tutta la plastica prodotta e la sua resistenza e durata lo rendono adatto per la creazione di tubi, grondaie e telai di finestre.

Può essere trasformato in vinile flessibile, grazie all’aggiunta di plastificante ftalato, e utilizzato per realizzare pavimenti, tende da doccia e similpelle.

C’è da tenere in considerazione, però, che l’aggiunta di ftalati rende il vinile tra le plastiche meno riciclabili e lo collegano a una serie di problemi di salute.

Ecco alcuni progetti di design in PVC.

4. Polipropilene (PP)

Il polipropilene è derivato dal gas propilene ed è usato per formare articoli più rigidi e resistenti come Tupperware, giocattoli per bambini e mobili da esterno.

Già negli anni ‘50, i designer ne sperimentavano l’utilizzo per realizzare sedie monoblocco.

Oggi, il termoplastico viene usato per creare maschere chirurgiche, che il designer sudcoreano Haneul Kim ha riciclato in una serie di sgabelli impilabili.

Ecco una panoramica su alcuni progetti in PP.

5. Policarbonato

Il policarbonato è un materiale termoplastico resistente agli urti e alle variazioni di temperatura.

Può essere progettato per essere trasparente quasi quanto il vetro ma 250 volte più resistente, tanto è vero che viene utilizzato per creare finestre antiproiettile.

Gli architetti e i designer di interni apprezzano le lastre in policarbonato perché massimizzano la luce garantendo la privacy, e migliorano l’isolamento termico.

Dai un’occhiata a qualche progetto in policarbonato.

6. Poliuretano (PU)

I poliuretani sono una classe diversificata di polimeri plastici, che assumono di solito la forma di una schiuma flessibile, utilizzata per materassi e imbottiti, mentre una varietà più rigida diventa suole per scarpe da ginnastica.

Può essere utilizzato anche come rivestimento per impermeabilizzare i tessuti e proteggere mobili in legno.

Lo studio di design Layer ha utilizzato le qualità adesive del PU per creare un nastro termosaldante, capace di unire i tessuti senza bisogno di punti

Filato in fibre è il componente principale dello spandex, utilizzato per oggetti sportivi come cerotti muscolari.

Il poliuretano non è facilmente riciclabile, puoi dare un’occhiata a qualche progetto per saperne di più.

7. Fibra di vetro

La fibra di vetro viene prodotta prendendo sottili filamenti di vetro racchiusi all’interno di una resina petrolchimica, ed è più leggera e resistente dell’acciaio e più flessibile del carbonio.

Viene utilizzata per creare prodotti in cui è fondamentale avere buone prestazioni, come gli sci, le pale degli elicotteri e le turbine eoliche.

Gli architetti hanno utilizzato questo materiale per la creazione di strutture alte e leggere.

Guarda alcuni progetti in fibra di vetro.

8. Polistirolo

Il polistirene, nella sua forma originale, è una resina dura e solida, utilizzata per realizzare posate usa e getta. Quando le perline solide della plastica sono esposte al vapore caldo, si gonfiano per creare schiuma di polistirene espanso (EPS),  a celle chiuse, che è composta per il 98% da aria e ha una bassa conduttività termica.

Questo rende l’EPS adatto per gli imballaggi di oggetti fragili, nonché per cibi e bevande.

In architettura, può essere utilizzato per l’isolamento.

Ecco alcuni progetti in polistirolo.

9. Acrilico

Acrilico è un termine generico usato per descrivere una gamma di diverse resine derivate dall’acido acrilico. Colato in lastre, il termoplastico è noto come plexiglass e viene utilizzato come alternativa al vetro.

Lo studio di architettura inglese HAL ha utilizzato pannelli giganti in plexiglass per creare un ponte per piscina alto 35 metri, che collega due edifici a Londra.

I mobili realizzati in acrilico possono riflettere la luce o scomparire nell’ambiente circostante, dando vita a qualcosa dal forte impatto visivo.

Ecco alcune ispirazioni in acrilico.

10. Acrilonitrile butadiene stirene (ABS)

L’acrilonitrile butadiene stirene è un termoplastico duro, che viene combinato con la gomma butadiene per creare un materiale più forte e durevole.

Può resistere alla compressione meglio del cemento ed è il materiale con il quale vengono formati i mattoncini Lego dal 1963, anche perché può essere facilmente verniciato.

I tubi realizzati in ABS estruso sono più resistenti di quelli in PVC, il che li rende adatti per la costruzione di sistemi fognari.

Guarda alcuni progetti in ABS.

11. Nylon

Il nylon ha dato il via a un’epoca di innovazione nei tessuti sintetici, poiché è la prima fibra completamente artificiale creata in laboratorio negli anni ‘30.

Il termine nylon include un’intera famiglia di materie plastiche composte da poliammidi, presenti anche nelle setole degli spazzolini da denti, nelle pellicole per l’imballaggio degli alimenti, nei componenti stampati nelle automobili e nell’elettronica.

Tuttavia, l’applicazione principale rimane nelle fibre, come nelle calze, anche se si sta facendo strada anche nell’arredamento.

Ecco alcuni progetti in Nylon.

Alternative alla plastica

Gli architetti e i progettisti stanno cercando di ridurre sempre di più l’impatto ambientale, sostituendo l’utilizzo di plastiche a base di petrolio con alternative più sostenibili.

Questo include progetti basati su plastiche riciclate e bioplastiche, che utilizzano composti naturali.Anche i settori dell’interior design e dell’architettura hanno un ruolo importantissimo nella lotta al cambiamento climatico, che passa anche attraverso l’impiego di materiali sostenibili, alternativi alla plastica e al cemento.

Francesca Zuelli

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Sunbell

Sunbell è un’azienda italiana, nata nel 1977 dall’intuizione del fondatore Giuseppe Zuelli, leader di settore nella creazione di sistemi di tendaggi all’avanguardia, caratterizzati da una forte fusione tra il mondo della ricerca e quello del design. Tecnologia applicata alla protezione solare e stile made in Italy sono le base di tutti i progetti Sunbell, grazie a un processo produttivo innovativo e in costante aggiornamento.